Non mi sono mai sentito un “patriota”. Non nel senso di nazionalista orgoglioso di tutto ciò succede di buono nel proprio paese almeno. Molte persone però non capiscono poi come faccia ad indignarmi quando leggo di continui attacchi spregiudicati alla Costituzione, ad esempio.
Ebbene io confermo che non traggo alcun “piacere patriottico” nel sentire che uno sportivo italiano ha trionfato in qualche gara, che un ricercatore italiano ha conseguito tale incredibile scoperta o che l'azienda italiana primeggia nel mondo. Il fatto che tutto ciò sia italiano non ha alcuna importanza per me. Mi stupisco, rimango impressionato e rivolgo i miei complimenti alle persone che conseguono tali risultati.
L'orgoglio di sentirsi parte di una comunità nazionale che ha supportato, magari in minima parte, tale risultato eccezionale... quello sarebbe un patriottismo sano che comprenderei e supporterei. Quando una comunità lavora e produce un risultato grandioso che concorre al benessere e allo sviluppo della comunità stessa, allora ha dei meriti effettivi, concreti. E vanno certamente riconosciuti.
Quando l'Italia, come società, ha concorso tutta assieme alla stesura della Carta Costituzionale si è prodotto un documento fondato su dei valori che sono il più possibile condivisi e che tuttavia supportano lo sviluppo e la tolleranza di tutte le minoranze, sociali o di opinione.
E contrariamente a quanto molti credono e professano, il fascismo non è tollerato, non perchè sia una minoranza che ha storicamente perso la guerra, ma perchè si tratta di un concetto politico nemico della democrazia e delle opinioni altrui, nonché nemico dei diritti e della vita degli avversari.
Fu un grandissimo risultato democratico attribuire un valore alle scelte della maggioranza, pur stabilendo che nessuna minoranza può essere ignorata o lesa nei propri diritti fondamentali.
Sono profondamente patriota in questo. Mi sento orgoglioso che il frutto della resistenza partigiana sia stato un impegno globale e condiviso teso a migliorare la nostra società, senza prevaricazioni.
Sono tanto orgoglioso, quanto mi vergogno degli abissi di immoralità, egoismo e indifferenza in cui era sprofondata la società italiana negli anni del fascismo.
Il patriottismo elevato a fede assoluta nella propria nazione, per me non ha alcun senso. Io concorro allo sviluppo del mio paese, perchè vivo in una situazione socio-politico-culturale che mi impone una realtà di stati confinanti con sovranità e legislazioni differenti. Pertanto è l'inquadramento giuridico che mi riconosce come cittadino italiano, prima che cittadino del mondo. Che mi impedisce in larga parte di concorrere ad un più logico sviluppo mondiale dell'umanità.
Io, personalmente, sono orgoglioso di un successo in qualsiasi campo delle arti umane, sia che lo compia un cittadino italiano, sia che lo compia un canadese, sia che lo compia la società vietnamita o l'intera comunità africana.
Perchè credo fermamente che in questo mondo esista il giusto, credo che esista il bene. Esistono modi di fare corretti e modi di fare inaccettabili e abbietti. Esiste il rispetto delle opinioni altrui e delle usanze a noi sconosciute. E ritengo non sia affatto sbagliato ricordare e rendere onore a chi si comporta in maniera giusta e ammirevole. Sia un singolo o una comunità.
Perchè l'Italia, questo nostro paese diviso, campanilista, tenuto assieme con il vinavil per miracolo deve trovare una linea comune di unità sociale se vuole rimanere una nazione coesa. Dobbiamo smettere di essere individualisti come siamo, indifferenti a qualsiasi terremoto sociale.
Perchè se non ritroviamo velocemente la strada della correttezza sociale, questo paese avrà bisogno di una nuova Resistenza, composta da coloro che ancora riusciranno a distinguere l'intollerabile arroganza di chi vuole seppellire le minoranze e i dissensi sotto un'ondata di consenso ignorante e indifferente.
Buona Festa della Repubblica a tutti quanti.

Rispetto le tue idee e come le hai esposte sicuramente condivisibili se non fosse che:
RispondiEliminaa. vedo nelle nezioni una menzogna dell'età moderna molte volte, se non troppe, utilizzata per mandare il popolo ignorante, mosso da un finto patriottismo, al macello per gli interessi di pochi dominanti e la sottomissione di tanti deficienti...io mi sento cittadina del mondo, non mi arrogo il diritto di parlare di "casa mia" e chi lo fa mi spaventa. Come non mi sento in diritto di respingere altri popoli che vogliono abitare nella mia stessa area perchè ritengo che il mondo sia di tutti...certo so che tu la pensi come me ma sono degli esempi, anche estremi lo riconosco, per farti capire cosa le nazioni hanno avvallato in questi secoli e come sono state usate dai potenti per dividere i popoli e non unirli secondo unha causa controrivoluzionaria e dominatrice....ecco perchè diffido dal patriottismo.
b. la costituzione: beh come ben sai non credo nella delega ne nel potere che a mio avviso l'uomo della nostra era non riesce a gestire e non riesce a rimanerne indfifferente, non mi sono mai fidata dei politrici, non credo in loro e la costituzione è stata usata spesso per legittimare quei potenti che hanno represso, manganellato, sgomberato, ucciso chi parlava contro questa forma di organizzazione, questa grande balla della democrazia che secondo te è atta a non calpesatre le minoranze ma non è decisamente così. Io ho una coscienza, ho un senso di giustizia, ho un mantra fondamentyale che è quello del rispetto degli altri, non deve essere un terzo a dirmi come mi devo comportare, cosa devo mangiare, come devo amare, cosa devo strudiare, come devo vivere, che lavoro devo fare e come trattare ilmio corpo...sono io l'unica padrona di me stessa e tutto quello che faccio lo faccio nel rispetto delle persone che mi stanno vicine e della mia comunità.
La democrazia è fatta proprio per legittimare una maggioranza che è tale anche di poco e reprimere brutalmente una minoranza: guardati intorno, guarda il nostro governo, guarda il peso dei movimenti extraparlamentari, guarda il periodo di grigiore e repressione che stiamo affrontando...le minoranze in questa democrazia sono schiacciate brutalmente e rispetto a questo punto avrei anche molti aneddoti personali da raccontarti (ma lo faremo in privata sede).
c. la resistenza....io mi sento figlia della resistenza, mi sento di avere quell'obbligo morale che mi hanno lasciato i miei avi che hanno seppellito i fucili sui monti, e non li hanno riconsegnati alle autorità perchè la resistenza non si delega, la resistenza è verso ogni forma di dittatura e di fascismo e ora più che mai siamo in dittatura e fascismo...ben venga una resistenza all'ordnine attuale delle cose, ben venga una resistenza mondiale di interi popoli sfruttati perchè: il lavoro, la repressione, il capitaslismo, portano alla schiavitù e se se ne accorge l'operaio occidentale in cassa integrazione dal contadino boliviano di caffè che produce per la multinazionale americana... lo so possono sembrare deliranti come previsioni e infatti sono consapevole dell'impossibilità di vederle avverare queste previsione, ma intanto ne parlo...non ne posso fare a meno in quanto resistente
p.s. magari esula un po' dal contenuto del tuo scritto ma era per chiarire anche il discorso di ieri....poi odio fare questi discorsi per post per cui quest'estate che starò un po' di più in patria preparati a iper discorsoni
grazie tina per avermi letto e per il tuo commento. riguardo al tuo discorso sulla democrazia come metodo per legittimare una maggioranza a fare qualsiasi cosa non sono d'accordo. è una degenerazione della democrazia dovuta ad un sacco di interazioni economico-politiche prive di controllo.
RispondiEliminain gran parte siamo totalmente d'accordo, solo che io credo che una democrazia con pochissime deleghe sia possibile, mentre tu idealizzi e vai oltre.
secondo me sei tu che idealizzi....come si fa a vedere una democrazia "sana" in un paese come il nostro e in mondo neoliberista dominato dal capitale piuttosto che dalla solidarietà e il buon senso?! comunque seguirò il tuo blog...scrivi su facebook quando posti nuove cose che è interessante....a presto!
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