Qualche giorno fa un veloce scambio di battute con un collega mi ha turbato. L'argomento erano gli immigrati in arrivo a Lampedusa. Mi chiedevo, retoricamente credo, se chiunque, trovandosi in mezzo alla guerra, alla repressione e alle squadracce che girano per le città... ma anche solo vivendo in un paese in miseria… se qualunque essere umano, non farebbe di tutto per la propria famiglia.
Ebbene, senza entrare nel dettaglio della situazione dell'immigrazione, ciò che mi ha stupito oltremodo è stata la risposta del mio collega: "mi dispiace ma io non riesco ad immaginarmi in una situazione simile".
Lo sgomento che mi ha causato questa semplice frase mi risulta incredibile.
L’immaginazione è una delle peculiarità che ci distingue come esseri umani, giusto? Com’è possibile allora che una persona non riesca ad immaginarsi in una differente condizione sociale, economica, geopolitica?
E’ indubbio che l’immaginazione funzioni in base a ciò che conosciamo: il nostro cervello riesce a inventare cose nuove, ma deve avere comunque delle basi di partenza da poter mescolare tra loro. Un cieco dalla nascita non sa cosa sono i colori e non comprenderà mai cos’è la vista, ma può immaginare questo quinto senso facendo delle associazioni mentali tra le peculiarità degli altri 4 sensi. Diversamente immaginare sé stessi in un’altra condizione sociale, dovrebbe risultare facile per la nostra mente in quest’epoca di multimedialità. Eppure ciò non accade...
Molte persone ormai si auto-inducono ad ignorare tutte le notizie, tutte le informazioni che possono causare loro una sensazione di disagio o senso di colpa. Non hanno alcuno stimolo vedere foto di feriti di guerra, e non guarderanno mai un servizio sulle popolazioni che muoiono di sete, consapevoli di farsi un bagno al giorno.
E al tempo stesso hanno colpa anche le tv e i giornali, che non forzano questa informazione proponendola frequentemente e in maniera diretta e cruda. Non contribuiscono a formare una cultura informando, ma narcotizzano e blandizzano gli spettatori, purchè non cambino canale.
Ebbene, senza entrare nel dettaglio della situazione dell'immigrazione, ciò che mi ha stupito oltremodo è stata la risposta del mio collega: "mi dispiace ma io non riesco ad immaginarmi in una situazione simile".
Lo sgomento che mi ha causato questa semplice frase mi risulta incredibile.
L’immaginazione è una delle peculiarità che ci distingue come esseri umani, giusto? Com’è possibile allora che una persona non riesca ad immaginarsi in una differente condizione sociale, economica, geopolitica?
E’ indubbio che l’immaginazione funzioni in base a ciò che conosciamo: il nostro cervello riesce a inventare cose nuove, ma deve avere comunque delle basi di partenza da poter mescolare tra loro. Un cieco dalla nascita non sa cosa sono i colori e non comprenderà mai cos’è la vista, ma può immaginare questo quinto senso facendo delle associazioni mentali tra le peculiarità degli altri 4 sensi. Diversamente immaginare sé stessi in un’altra condizione sociale, dovrebbe risultare facile per la nostra mente in quest’epoca di multimedialità. Eppure ciò non accade...
Molte persone ormai si auto-inducono ad ignorare tutte le notizie, tutte le informazioni che possono causare loro una sensazione di disagio o senso di colpa. Non hanno alcuno stimolo vedere foto di feriti di guerra, e non guarderanno mai un servizio sulle popolazioni che muoiono di sete, consapevoli di farsi un bagno al giorno.
E al tempo stesso hanno colpa anche le tv e i giornali, che non forzano questa informazione proponendola frequentemente e in maniera diretta e cruda. Non contribuiscono a formare una cultura informando, ma narcotizzano e blandizzano gli spettatori, purchè non cambino canale.
Questo blog è nato con lo scopo di informare, in maniera chiara ma rigorosa. Non voglio arrendermi all'ignoranza e all'indifferenza e spero, nel mio piccolo, di fornire uno stimolo in più a chiunque mi legga, per riuscire a immaginare le più svariate situazioni e poter dunque scegliere con reale consapevolezza.
Continuate a seguirmi e abbiate pazienza se non sarò costante o se i post non saranno frequenti.
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